La premonizione della tragedia del Titanic

di Marina 2

Il romanziere Graham Green aveva solamente cinque anni quando vi fu il disastro del Titanic, ma ancora sessant’anni dopo ricordava perfettamente di aver fatto un sogno a riguardo e ne parlò nel libro “Una specie di vita”, sua autobiografia. Una scena del sogno lo aveva colpito particolarmente.

Aveva avuto l’immagine di un uomo in tuta impermeabile che era piegato in due vicino ad una scaletta e che veniva investito da un’onda gigantesca. Ma Green non fu il solo. Anche un commerciante J. Connon Middleton di Londra, che aveva prenotato una cabina per sé sul transatlantico sognò la catastrofe e particolari sinistri, per questo decise di rimandare il viaggio, salvandosi.

Middleton fece lo stesso sogno per due notti di seguito, nel quale vedeva affondare il famoso Titatinic e vedeva attorno alla nave che colava a picco persone che tentavano disperatamente di salvarsi dal naufragio. Ben altri diciannove casi di precognizione sono stati registrati.

Sogni, trance e visioni tutte ricollegate a quella notte del 12 aprile del 1912 che costò la vita a più di mille e cinquecento persone. Il disastro, è vero, è un tema comune nei sogni e gli scettici ritengono che esempi come quelli appena raccontati siano delle pure coincidenze.

Altri invece sono certi che gli eventi calamitosi possano essere previsti attraverso sogni e visioni che in qualche modo portano la persona che li fa in una condizione di vedere in qualche modo uno sprazzo di futuro. Un’altra brutta tragedia, accaduta nel Galles, una valanga di scorie di carbone che precipitò e seppellì centosedici bambini e ventotto adulti, fu oggetto di sogni premonitori.

In particolare fu il caso di una bambina del posto che la notte prima sognò che la scuola veniva coperta da qualcosa di nero e tutti morivano. Difatti il giorno seguente fu una delle vittime della terribile valanga che seppellì l’edificio.

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