Interpretazione dei sogni per gli antichi – parte II

di Marina Commenta

Molte delle divinità degli antichi Romani e Greci, come l’unico Dio degli Ebrei, si servivano dei sogni degli uomini per parlar loro. Per i greci Zeus si serviva di Hypnos, il dio del sonno e di suo figlio Morfeo, dio dei sogni, per inviare i suoi messaggi ai comuni mortali.

I comuni mortali però non erano in grado di capire i sogni e cosa questi volessero dire, si rivolgevano così a persone che ne erano capaci, veggenti o interpreti che sapevo comprenderli. Elaborarono persino dei riti che potessero servire a propiziare i sogni a cui attribuivano proprietà terapeutiche.

I malati si recavano nei templi e in special modo a Epidauro dove c’era quello di Esculapio, nella speranza che il dio della medicina andasse a visitarli nel sonno.

In tutto il Medio Oriente i sogni venivano indotti con una complessa preparazione. I fedeli dovevano astenersi dal fare sesso e da cibi come i fagioli che pensavano potessero inibire i sogni e sottoporsi ad abluzioni rituali con acqua fredda. Solo dopo si poteva andare nel tempio.

Dopo aver presentato offerte e pregato si addromentevano su pelli di animali sacrificati in mezzo a serpenti giallastri e innocui. A volte qualcuno guariva miracolosamente, altri affermavano di aver visto Esculapio in sogno che aveva detto loro quali rimedi utilizzare per guarire: erbe, diete, eccetera. Questo narrò uno scrittore del II secolo,  Aristide, che, dopo aver ricevuto consiglio divino e seguito le sue indicazioni era guarito compleamente da tutti i suoi acciacchi.

La cura delle persone attraverso i sogni continuò e spesso chi era guarito ne scriveva sulle pareti del tempio, per lasciarne un segno. Alcuni sostengono che, oltre agli dei, anche i sacerdoti, attraverso buchi nelle pareti, sussurrassero messaggi ai dormienti per indicare loro la via. Poi la medicina scientifica mosse i suoi primi passi, ma le due coesistettero per un pò.

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