Gli antichi, Freud e i sogni degli uomini

di Marina 1

Gli uomini si sono sempre chiesti quale senso e significato avessero i sogni e ciò che nascondevano. Nel Talmud ebraico c’è scritto che un sogno non interpretato è come una lettera indirizzata all’io e mai letta.

Gli antichi raccolsero in libri i sogni più comuni che l’uomo faceva e cercarono di dar loro un’interpretazione. Chi interpretava sogni ha sempre fatto grandi affari. Al giorno d’oggi vengono raccontati solamente all’analista oppure al banco del Lotto, per giocarci i numeri.

In passato i sogni erano tenuti molto più in considerazione tanto che parecchi personaggi importanti della storia hanno detto di essersi lasciati guidare dai loro. Alcuni esempi? Alessandro Magno, cartesio, Robert Louis Stevenson, Elias Howe.

Il padre della psichiatria, Sigmund Freud ha sempre considerato i sogni , creati dal cervello umano, finestre aperte sulla psiche, utili per capire i desideri insoddisfatti dell’individuo. Ancora oggi alcuni li considerano utili per l’analisi. Altri invece sono convinti che siano inutili frammenti del passato, brandelli di memoria semi cancellati e inutilizzati.

Gli studiosi del paranormale, invece, sostengono che attraverso alcuni sogni si possa predire il futuro di una persona, capire il suo domani e comprendere le forze che agiscono sul destino. In alcuni casi, come per le persone che abbiamo citato negli articoli, i sogni sono stati premonizioni del loro futuro.

Filosofi orientali si sono chiesti invece, come Chuang Chou quale sia la demarcazione tra sogno e realtà e da quale parte ci troviamo rispetto a tale linea in momenti della nostra vita. A volte capita di essere addormentati e consapevoli di sognare, mentre altre si sa con matematica certezza di essere svegli eppure ci pare di sognare, di essere in una dimensione strana, meno realistica. Sono più reali i sogni o la veglia? In moltissimi hanno cercato di analizzare queste esperienze sia in occidente che in oriente… continua (foto: perunavitacomeprima)

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